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Finanza e fiscalità

Le commissioni bancarie nascoste addebitate ai privati: ecco cosa c'è da sapere!

Abbiamo elencato le principali spese bancarie meno evidenti che i privati potrebbero dover sostenere. Addebito diretto, cambio valuta...

Normative fiscali, tipi di operazioni bancarie, politiche commerciali di alcune banche… Pochi lo sanno, ma sono molti i fattori che possono influire (e quindi aumentare) le commissioni bancarie addebitate ai privati. 

È quindi meglio tenersi informati sulle principali commissioni bancarie (a volte difficili da individuare), che purtroppo potreste scoprire solo dopo che sono state addebitate. Come dice il proverbio: «un cliente informato ne vale due»!

Anziché stilare un elenco noioso e non esaustivo delle commissioni bancarie svizzere, in questo articolo vi aiutiamo a fare chiarezza su alcune pratiche che sono ben lungi dall’essere così trasparenti o vantaggiose come gli istituti bancari vorrebbero far credere.

Sono pochi i privati che confrontano davvero i costi dei servizi bancari

Secondo uno studio sul cambio di valuta in Svizzera condotto nel 2016, ancora ampiamente attuale, tra il 72% dei privati che trasferiscono in Francia la metà o più del proprio stipendio, quasi il 59% considera il costo del cambio di valuta un criterio determinante nella scelta della banca.

Eppure, pochissimi clienti privati confrontano realmente i tassi di cambio, i margini e le commissioni bancarie dirette o indirette… Secondo lo stesso studio, il 35% dei privati intervistati non ha mai confrontato i costi dei diversi servizi, e solo l’11% lo fa prima di ogni bonifico.
Il risparmio è tuttavia enorme: con commissioni medie comprese tra il 3% e il 3,8% passando dalla propria banca, un privato con uno stipendio di 5.000 CHF risparmierebbe tra i 900 e i 1.200 € di commissioni di cambio all’anno utilizzando un servizio di cambio online come b-sharpe, piuttosto che la propria banca tradizionale.

Le spese relative alla domiciliazione all’estero

Negli ultimi anni, moltissimi privati hanno constatato un notevole aumento delle proprie spese bancarie; un aumento che riguarda praticamente tutte le voci di spesa. 

Per motivi normativi e di controllo, l’automazione dello scambio di informazioni fiscali tra la Svizzera e la Francia ha fatto lievitare i costi amministrativi legati alla tenuta della contabilità.

Sono state così addebitate in massa «spese per domiciliazione al di fuori della Svizzera», «spese bancarie al di fuori dell’area dell’euro» o ancora «spese per l’estratto fiscale». Senza mettere in discussione la loro legittimità, tali spese risultano soprattutto molto fluttuanti e variabili da un istituto all’altro.

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A seguito dell’accordo sullo scambio di informazioni fiscali stipulato tra la Svizzera e l’Unione europea, le banche hanno dovuto far fronte a ulteriori oneri amministrativi e normativi per i propri clienti residenti all’estero. 

La maggior parte delle banche svizzere addebita quindi costi aggiuntivi ai propri clienti domiciliati al di fuori della Svizzera (compresi gli svizzeri residenti all’estero). Pertanto, oltre alle «tradizionali» spese di tenuta conto e alle commissioni sulle carte bancarie (di debito o di credito), si aggiungono le spese di domiciliazione.

Anche in questo caso, sebbene il settore bancario sia fortemente regolamentato, in particolare dall’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA), ogni banca rimane libera di fissare le proprie commissioni di gestione e i propri margini. Spetta solo a loro renderli chiari a tutti i propri clienti…

Esempio: per alcune banche o istituti bancari in Svizzera, occorre prevedere un importo compreso tra 300 e 480 franchi all’anno per ogni conto svizzero (per i clienti domiciliati all’estero).

In questo caso specifico, le imposte vengono riscosse per ogni cliente, indipendentemente dal suo patrimonio e dal suo paese di residenza. Attenzione però: tali imposte vengono calcolate per conto in base al volume dei pagamenti e non per rapporto bancario.

Inoltre, le spese relative a un conto stipendio o a un conto corrente dipendono anche da:

  • il suo importo;
  • il fatto di avere o meno un conto di risparmio;
  • il fatto di disporre o meno di un secondo o terzo pilastro;
  • il fatto di possedere o meno un patrimonio.

Da notare: una volta superata una certa soglia (che varia a seconda dell’istituto bancario), le commissioni diminuiscono o addirittura vengono azzerate.

Le spese incluse per i privati che lavorano in Svizzera

Sebbene abbiamo cercato, come molti altri analisti prima di noi, di confrontare le tariffe dei conti bancari in franchi svizzeri, sembra che tutti gli operatori del settore si stiano impegnando a fondo per rendere le offerte difficilmente comparabili!

Queste risultano tanto più difficili da confrontare in quanto alcuni istituti ricorrono a:

  • pacchetti tutto compreso;
  • sistemi di fidelizzazione;
  • formule con il primo anno gratuito…

Infatti, per individuare al meglio le diverse commissioni bancarie a cui potreste essere soggetti senza rendervene conto, prestate particolare attenzione a:

  • alle collaborazioni tra banche e compagnie assicurative, 
  • ai sistemi di bonus che danno diritto a sconti, 
  • alle spese relative alle diverse carte di pagamento, 
  • alle spese relative ai bonifici internazionali…

Tenete presente che queste offerte sono valide solo per un periodo limitato. Senza contare che cambiare banca è spesso talmente complicato che molti di noi preferiscono restare dove sono. Come avrete capito: per i privati che lavorano in Svizzera, le spese, lungi dall’essere gratuite, sono in realtà «incluse».

Il margine sulle operazioni di cambio

Come sapete, le operazioni di cambio non sono gratuite. Eppure, alcuni istituti finanziari continuano a ricorrere a slogan degni degli operatori di telecomunicazioni, promettendo che siano gratuite!

Il sito di confronto e valutazione dei servizi di trasferimento di denaro Monito ha segnalato pratiche da parte degli operatori bancari caratterizzate da slogan pubblicitari studiati ad arte e in qualche modo fuorvianti: «operazione di rimpatrio gratuita», «bonifico in Francia senza spese, senza commissioni»…

Tuttavia, al tasso di cambio interbancario ufficiale vengono sistematicamente applicate spese di cambio, o addirittura commissioni, che sono generalmente visibili e indicate.

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Le banche online e le neobanche sono più trasparenti?

La concorrenza non implica necessariamente trasparenza, e questo vale anche dopo l’arrivo dei «pure player» del settore bancario online, ovvero questi nuovi operatori bancari generalisti, operanti al 100% online e definiti «neobanche».

Le offerte «100% gratuite» sono davvero così convenienti come sembrano? Sebbene tutti i servizi bancari di base, come i prelievi, i pagamenti o la possibilità di consultare il proprio conto online, siano pubblicizzati come completamente gratuiti, alcuni di questi servizi risultano a pagamento se si guarda più da vicino.

Inoltre, i servizi straordinari hanno un costo elevato: le richieste di duplicati o di codici di sicurezza fanno lievitare rapidamente le fatture. Allo stesso modo, l’inattività risulta molto costosa su un conto bancario online, con commissioni addebitate in modo automatico e progressivo se il cliente non effettua un numero sufficiente di operazioni ogni mese.

Ora sapete tutto sulle commissioni bancarie (più o meno giustificate) che molti privati pagano senza nemmeno rendersene conto… Speriamo che questo articolo vi aiuti a ottimizzare al meglio le vostre spese, in modo da alleggerire la gestione del vostro budget.

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