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Finanza e fiscalitàVita al confine

Dichiarazione dei redditi del frontaliere svizzero in Francia: tappe, moduli e trappole

"Pago già le imposte in Svizzera, in Francia non devo dichiarare nulla." È l'errore più frequente. Se il vostro domicilio fiscale è in Francia, la dichiarazione dei redditi del frontaliere svizzero è obbligatoria, qualunque sia il vostro cantone.

In breve

• Residenti fiscali in Francia, i frontalieri dichiarano lì i redditi svizzeri, anche se già tassati in Svizzera.
• 8 cantoni dell'accordo del 1983 (Vaud, Vallese, Neuchâtel, Giura, Berna, Basilea Città, Basilea Campagna, Soletta): imposizione in Francia per i dipendenti del settore privato.
• Ginevra e altri cantoni: imposta alla fonte in Svizzera, poi credito d'imposta che annulla l'imposta francese su quello stipendio.
• Moduli: dichiarazione 2042, allegato 2047 e scheda 2047-SUISSE.
• Stipendi 2025: 1 CHF = 1,07 € (tasso medio ammesso dall'amministrazione fiscale).
• Conti bancari svizzeri: modulo 3916.

Ecco come compilare la vostra dichiarazione dei redditi in Francia se siete frontalieri in Svizzera, passo dopo passo. Vedrete innanzitutto dove viene tassato il vostro stipendio a seconda del cantone, poi quali moduli e quali caselle utilizzare, quale tasso di cambio applicare e infine come correggere un errore.


Se vivete in Francia e vi avete il vostro domicilio fiscale, dovete dichiarare in Francia lo stipendio percepito in Svizzera, anche se il vostro datore di lavoro preleva già un’imposta alla fonte in Svizzera.

Questo non significa però che pagherete necessariamente l’imposta sul reddito in Francia. Tutto dipende dal cantone in cui lavorate e dal vostro statuto di frontaliere svizzero.

Per sapere dove viene tassato il vostro stipendio, occorre conoscere due testi:

  • La convenzione fiscale franco-svizzera del 9 settembre 1966: fissa le regole che permettono in particolare di evitare una doppia imposizione tra Francia e Svizzera. È stata modificata da un protocollo aggiuntivo entrato in vigore il 24 luglio 2025, con nuove regole sul telelavoro applicabili dal 1° gennaio 2026 (fonte: SFI).
  • L’accordo dell’11 aprile 1983: riguarda i frontalieri che lavorano in otto cantoni svizzeri e prevede un regime fiscale specifico, con regole proprie in particolare sul telelavoro.

In pratica, la prima cosa da verificare prima di compilare la dichiarazione è quindi semplice: in quale cantone lavorate e a quale regime fiscale appartenete?

La tabella qui sotto vi permette di individuare rapidamente dove viene tassato il vostro stipendio svizzero e che cosa dovete dichiarare in Francia, in base al cantone di lavoro e alla vostra situazione.

Dove viene tassato il vostro stipendio svizzero?

La vostra situazioneLuogo di imposizioneChe cosa dichiarate in Francia
Frontaliere negli 8 cantoni dell’accordo (VD, VS, NE, JU, BE, BS, BL, SO) In Francia Reddito imponibile in Francia (CASO 1)
Dipendente del settore privato a Ginevra o in un altro cantone fuori accordo Imposta alla fonte in Svizzera Reddito con credito pari all’imposta francese (2A, di regola)
Personale navigante internazionale, artisti, sportivi Regole convenzionali specifiche Situazione 2B
Retribuzione esente (alcune ONG) Nessun prelievo Situazione 3
Più di 45 pernottamenti all’anno (tempo pieno) Perdita dello statuto del 1983: si applicano le regole della convenzione 2A o 3 secondo la situazione

Se lavorate in uno degli 8 cantoni dell’accordo: imposizione in Francia

Per diventare lavoratore transfrontaliero ai sensi dell’accordo, dovete:

  • essere dipendenti del settore privato;
  • rientrare di regola ogni giorno in Francia;
  • non superare 45 pernottamenti all’anno sul posto per un tempo pieno, limite ridotto in proporzione per un tempo parziale (fonte: impots.gouv.fr).

Con questo statuto, il vostro stipendio svizzero è tassato in Francia, secondo le aliquote progressive dell’imposta sul reddito, come per un dipendente francese.

Per evitare che il vostro datore di lavoro svizzero prelevi un’imposta alla fonte, dovete consegnargli l’attestazione 2041-AS prima di prendere servizio. Ogni anno dovete poi rinnovare questa formalità prima del 1° gennaio, di regola con l’attestazione 2041-ASK ricevuta in autunno. I vostri contributi sociali, invece, continuano a essere prelevati direttamente dal datore di lavoro.

Poiché il datore di lavoro non preleva l’imposta francese sullo stipendio, la pagate sotto forma di acconti mensili o trimestrali. Conviene anticiparli, soprattutto nel primo anno da frontaliere, per evitare un conguaglio importante.

Infine, per conservare questo statuto dovete in linea di principio rientrare regolarmente al vostro domicilio in Francia. Un tragitto di andata e ritorno di 3 ore al massimo permette di presumere questo rientro quotidiano. Oltre, potete comunque conservare lo statuto, ma dovete essere in grado di provare i rientri, per esempio con giustificativi chilometrici o di pedaggio.

Se lavorate a Ginevra o fuori dagli 8 cantoni: imposta alla fonte in Svizzera

Se lavorate a Ginevra, la vostra situazione è diversa da quella dei frontalieri che rientrano nell’accordo del 1983. Ginevra non ne fa parte: la vostra imposta viene quindi prelevata direttamente alla fonte in Svizzera, ogni mese sullo stipendio.

Dovete comunque dichiarare questo reddito in Francia. Viene preso in considerazione per calcolare l’aliquota applicabile agli altri redditi del vostro nucleo fiscale, ma beneficiate di un credito d’imposta pari all’imposta francese corrispondente, così da evitare una doppia imposizione.

Se la vostra retribuzione non è soggetta alle aliquote svizzere, come può accadere per alcune ONG, rientrate allora nella situazione 3.

Se lavorate a Ginevra, due punti meritano un’attenzione particolare:

  1. Il vostro statuto di quasi residente: se almeno il 90% dei vostri redditi lordi mondiali è imponibile in Svizzera (tenendo conto dei redditi della coppia se siete sposati), potete chiedere ogni anno una tassazione ordinaria ulteriore (TOU). Questo meccanismo può in particolare permettervi di far valere alcune deduzioni. Se siete uniti da un patto civile, è meglio verificare direttamente la vostra situazione presso l’amministrazione fiscale ginevrina.
  2. La vostra quota di telelavoro: potete telelavorare fino al 40% del vostro tempo di lavoro annuo, con un massimo di 10 giorni di missione compresi in questa soglia, restando tassati a Ginevra. Se il telelavoro supera di per sé il 40%, i giorni telelavorati diventano imponibili in Francia dal primo giorno. Se a superare le soglie previste sono unicamente i giorni di missione, solo l’eccedenza è tassata in Francia. Questa soglia del 40% si applicava già nel 2025 (fonte: Cantone di Ginevra).

Per dichiarare il vostro stipendio svizzero in Francia vi serviranno di regola tre documenti: la dichiarazione 2042, l’allegato 2047 per i redditi percepiti all’estero e la scheda 2047-SUISSE per calcolare il reddito imponibile.

A seconda della vostra situazione possono aggiungersi altri moduli, come il 3916 se detenete un conto bancario in Svizzera.

In quale casella della 2042 dichiarare lo stipendio svizzero?

Iniziate compilando la scheda 2047-SUISSE. L’importo ottenuto sarà poi riportato nella dichiarazione 2042, in una casella diversa a seconda della vostra situazione fiscale.

In quale casella riportare il vostro stipendio svizzero?

La vostra situazioneCasella della 2042Meccanismo
Regime del 1983 (8 cantoni) 1AG (dichiarante 1) a 1DG Nessuno: imposizione in Francia
Imposta alla fonte, caso generale (2A) 1AF (dichiarante 1) a 1DF Casella 8TK: credito pari all’imposta francese
Personale navigante, artisti, sportivi (2B) Da 1AG a 1DG Imposta svizzera pagata riportata da 8VM a 8UM
Retribuzione non soggetta alle aliquote svizzere (3) Da 1AG a 1DG Nessun credito

Due errori sono particolarmente frequenti:

  • Dichiarare due volte lo stipendio: online, la scheda 2047-SUISSE riporta normalmente l’importo nella 2042. Non inseritelo quindi una seconda volta. Nella situazione 2B dovete però riportare voi stessi l’imposta svizzera pagata nelle caselle da 8VM a 8UM. Su carta, o se il riporto automatico non avviene, dovete effettuarlo manualmente.
  • Inserire l’imposta svizzera nella casella 8TK: questa casella non serve a indicare l’importo prelevato alla fonte in Svizzera. Vi dovete riportare il reddito che dà diritto al credito d’imposta che evita la doppia imposizione.

A che cosa serve la scheda 2047-SUISSE?

Il modulo 2047 serve a dichiarare i redditi percepiti all’estero. Per lo stipendio svizzero, la scheda 2047-SUISSE vi permette di calcolare il reddito netto imponibile, che sarà poi riportato nella dichiarazione 2042.


Per gli stipendi 2025 dichiarati nel 2026, utilizzate il tasso fiscale di 1 CHF = 1,07 € indicato sulla scheda 2047-SUISSE. Non usate né il cambio del giorno né il tasso applicato dalla vostra banca.

Questo tasso medio si applica agli stipendi regolari e alle spese professionali. Per un reddito eccezionale, invece, come un prelievo del secondo pilastro o delle stock option, dovete utilizzare il cambio del giorno dell’incasso.

Il tasso fiscale è indicato ogni anno sulla scheda 2047-SUISSE e, se dichiarate online, la conversione è automatica.


Tappa 1: raccogliete i documenti

Prima di iniziare la dichiarazione, preparate:

  1. Il vostro certificato di salario svizzero (Lohnausweis), che servirà a compilare la scheda 2047-SUISSE.
  2. L’attestazione dell’imposta alla fonte se siete tassati in Svizzera, oppure l’attestazione 2041-AE se dichiarate ore supplementari nell’ambito del regime del 1983.
  3. L’attestazione dei contributi di assicurazione malattia: LAMal o CMU frontalieri (Urssaf).
  4. Gli estratti dei vostri conti bancari, in particolare per gli interessi percepiti.
  5. I giustificativi degli altri redditi esteri e delle riduzioni d’imposta, per esempio per le donazioni o la custodia dei figli.
  6. Le vostre credenziali fiscali: numero fiscale, numero di accesso online, reddito fiscale di riferimento e indirizzo e-mail se dovete creare o recuperare il vostro spazio su impots.gouv.fr.

Tappa 2: calcolate il reddito netto imponibile con la scheda 2047-SUISSE

Non riprendete semplicemente l’importo netto versato sul vostro conto. La scheda 2047-SUISSE permette di ricalcolare il reddito netto imponibile a partire dal certificato di salario:

  • A: la retribuzione lorda, rettificata di alcuni elementi da aggiungere o da sottrarre.
  • B: gli oneri ammessi in deduzione, come AVS/AI/IPG/AD/AINP, il secondo pilastro obbligatorio, alcuni riscatti LPP o la LAMal di base.
  • C: il reddito netto in CHF, cioè A meno B, poi convertito in euro al tasso fiscale.

Esempio: se l’importo C è di 72.000 CHF per il 2025, ottenete: 72.000 × 1,07 = 77.040 € da dichiarare.

Questo importo può quindi essere diverso dallo stipendio lordo indicato sul certificato di salario, anche se gli stipendi in Svizzera sono di regola espressi al lordo.

Tappa 3: compilate la 2047 e la scheda 2047-SUISSE

Nelle dichiarazioni allegate, spuntate innanzitutto:

  • la 2047, poi “Stipendi e salari” e “2047-SUISSE”;
  • la 3916 se detenete un conto in Svizzera;
  • anche la 2047 se percepite canoni di locazione di un immobile situato all’estero, eventualmente con altri moduli a seconda del regime, come la 2044 in regime effettivo.

Nella scheda 2047-SUISSE:

  1. Indicate i membri del nucleo interessati e il numero di cantoni in cui avete lavorato nel 2025.
  2. Compilate una scheda per cantone e per frontaliere. Se avete avuto più datori di lavoro nello stesso cantone, raggruppateli sulla stessa scheda.
  3. Riportate gli importi del certificato di salario nelle rubriche corrispondenti.
  4. Se rientrate nel regime del 1983 e avete svolto ore supplementari, completate la rubrica E con l’attestazione 2041-AE: può applicarsi un’esenzione, a determinate condizioni, fino a 7.500 €.
  5. Selezionate la vostra situazione: CASO 1 per l’accordo del 1983, 2A per un’imposta alla fonte come a Ginevra, 2B per alcuni membri del personale navigante, artisti o sportivi, oppure 3 se la retribuzione non è soggetta alle aliquote svizzere. Questa scelta determina il calcolo e i riporti automatici nella dichiarazione.

Infine, se siete affiliati alla LAMal, deducete il contributo obbligatorio di base nella scheda. Se rientrate nella CMU frontalieri, riportate il contributo Urssaf nella casella 6DD della 2042 C: è deducibile.

Tappa 4: controllate i riporti sulla 2042

Una volta convalidata la scheda 2047-SUISSE, verificate che gli importi siano stati effettivamente riportati nella dichiarazione 2042:

  • da 1AG a 1DG se rientrate nel regime del 1983;
  • da 1AF a 1DF e in 8TK se rientrate nel CASO 2A.

I riporti automatici possono essere incompleti: prendetevi il tempo di controllare ogni casella.

Se rientrate nel regime del 1983, verificate anche la rubrica “frontalieri” (8TJ/8TY, sotto la casella 1AG). Permette in particolare l’invio dell’attestazione 2041-ASK per l’anno successivo.

Per le spese professionali, la deduzione forfettaria del 10% si applica automaticamente. Se scegliete le spese effettive, dovete dichiararle nella rubrica dedicata: non si cumulano con l’abbattimento del 10%. Pensate anche agli altri oneri deducibili, come un assegno alimentare o alcuni versamenti di previdenza.

Infine, se detenete un conto in Svizzera, ricordatevi della dichiarazione 3916. In linea di principio vi dovete dichiarare ogni conto aperto, detenuto, utilizzato o chiuso all’estero nel corso dell’anno. In caso di dimenticanza, la multa di base può arrivare a 1.500 € per conto.

Tappa 5: verificate e firmate prima della scadenza

La scadenza per inviare la dichiarazione dipende dalla modalità di presentazione e, online, dal vostro dipartimento di residenza. Qui sotto trovate i termini da rispettare nel 2026.

Scadenze 2026 (redditi 2025), secondo la DGFiP

Modalità di dichiarazioneScadenza
Cartacea 19 maggio 2026
Online, dipartimenti da 01 a 19 e non residenti 21 maggio 2026 alle 23:59
Online, dipartimenti da 20 a 54 28 maggio 2026 alle 23:59
Online, dipartimenti da 55 a 974 e 976 4 giugno 2026 alle 23:59

Per i principali dipartimenti frontalieri, le zone sono le seguenti:

  • Ain (01): zona 1
  • Doubs (25) e Jura (39): zona 2
  • Alta Savoia (74): zona 3.

La dichiarazione online è in linea di principio obbligatoria se la vostra residenza principale dispone di un accesso a internet, salvo se ritenete di non essere in grado di dichiarare online dal vostro domicilio.

Prima di firmare la dichiarazione, verificate un’ultima volta:

  1. di aver utilizzato il tasso di cambio corretto,
  2. di aver selezionato la situazione fiscale corretta nella scheda 2047-SUISSE,
  3. che lo stipendio non sia stato dichiarato due volte,
  4. che il contributo CMU sia riportato nella casella 6DD e di non aver dimenticato le altre deduzioni,
  5. che i conti bancari detenuti all’estero siano dichiarati correttamente.

Conservate infine tutti i giustificativi, in particolare il certificato di salario e le attestazioni di deduzione. L’amministrazione fiscale può richiederveli in caso di controllo.


Avete commesso un errore nella dichiarazione? Potete ancora correggerlo:

  • Fino al 30 novembre 2026: se avete dichiarato online, utilizzate il servizio di correzione per modificare la maggior parte degli elementi. La situazione familiare, l’indirizzo e lo stato civile non possono invece essere corretti in questo modo.
  • Dopo questa data: potete presentare un reclamo fino al 31 dicembre del secondo anno successivo alla messa in riscossione, cioè fino al 31 dicembre 2028 per un’imposta messa in riscossione nel 2026 (fonte: Service-Public).

Gli errori più frequenti riguardano il tasso di cambio, l’importo dichiarato, una deduzione dimenticata o una casella sbagliata.

Se lavorate a Ginevra, attenzione: l’imposta prelevata alla fonte in Svizzera non si indica nella casella 8TK. Questa casella serve al meccanismo che evita la doppia imposizione.

Se la correzione è a vostro favore, può dare luogo a un rimborso.


Il tasso utilizzato per la dichiarazione fiscale non è necessariamente quello al quale convertite realmente lo stipendio ogni mese. La vostra banca o il vostro operatore di cambio possono applicare un margine e delle commissioni.

Per esempio, su 72.000 CHF, uno scarto dell’1% rappresenta 720 CHF. Confrontare le condizioni applicate al trasferimento dello stipendio svizzero può quindi avere un impatto diretto sull’importo netto che ricevete in euro.

Che cosa cambia b-sharpe nella conversione del vostro stipendio

Il tasso fiscale utilizzato per la dichiarazione è fissato dall’amministrazione. Potete invece scegliere le condizioni alle quali convertite il vostro stipendio svizzero in euro.

Con b-sharpe potete:

  • conoscere in anticipo il tasso e le commissioni prima di confermare la conversione;
  • automatizzare la conversione dello stipendio e il bonifico sul vostro conto francese ogni mese;
  • simulare l’importo ricevuto in euro grazie al convertitore CHF/EUR prima di effettuare l’operazione.
Un frontaliere svizzero deve dichiarare le imposte in Francia e in Svizzera?

Se siete residenti fiscali in Francia, dovete sempre dichiarare lì i vostri redditi svizzeri. Il paese che preleva effettivamente l’imposta dipende invece dalla vostra situazione: se rientrate nell’accordo del 1983, lo stipendio è tassato in Francia; se lavorate a Ginevra, l’imposta è prelevata alla fonte in Svizzera e un credito d’imposta evita che lo stesso reddito sia tassato una seconda volta in Francia.

Quale tasso di cambio usare per dichiarare lo stipendio svizzero?

Per le retribuzioni 2025, utilizzate il tasso di 1 CHF = 1,07 €, corrispondente alla media annua ammessa dall’amministrazione fiscale. Questo tasso può quindi essere diverso dal cambio del giorno. Un reddito eccezionale deve invece essere convertito al cambio del giorno dell’incasso.

I frontalieri di Ginevra sono tassati alla fonte in Svizzera?

Sì. Poiché Ginevra non fa parte dell’accordo del 1983, la vostra imposta è prelevata alla fonte in Svizzera. Dovete comunque dichiarare questo reddito in Francia, nelle caselle da 1AF a 1DF secondo il dichiarante, nonché in 8TK. Un credito d’imposta permette allora di evitare una doppia imposizione.

Come ottenere aiuto per compilare la dichiarazione da frontaliere?

Potete contattare il vostro servizio delle imposte tramite la messaggeria sicura del vostro spazio personale o al numero 0809 401 401. Se vi serve un accompagnamento più specifico alla vostra situazione di frontalieri, anche il Groupement transfrontalier européen (per i suoi aderenti) o una fiduciaria possono aiutarvi.

Si può correggere una dichiarazione dei redditi già inviata?

Sì. Se avete dichiarato online, potete correggere la dichiarazione fino al 30 novembre 2026. Dopo questa data, potete presentare un reclamo fino al 31 dicembre 2028 per un’imposta messa in riscossione nel 2026. Se la correzione è a vostro favore, può dare luogo a un rimborso.

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