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Finanza e fiscalità

Bilancio finanziario 2024: la fine della lotta all'inflazione? Gli obiettivi delle banche centrali sono stati finalmente raggiunti?

Il 2024 è stato caratterizzato da diversi eventi che hanno influito direttamente sull'economia mondiale e sui mercati finanziari.

La BNS: reazioni azzeccate o indecise?

Il primo evento da menzionare riguarda il nostro Paese, la Svizzera.
Nel corso dell’anno abbiamo assistito a riduzioni a sorpresa dei tassi, annunciate dal presidente della BNS, Jordan.

La Banca Nazionale Svizzera ha deciso per ben tre volte di annunciare tassi in contrasto con le previsioni degli investitori, in particolare nei mesi di marzo, giugno e dicembre, quando i tassi sono stati fissati a un livello inferiore di 0,25% rispetto alle previsioni.

Questa scelta di assumersi dei rischi per sorprendere i mercati con tagli dei tassi inaspettati si spiega con il pieno controllo dell’inflazione da parte della BNS. Si può notare che, nonostante i tagli inaspettati, in tre dei quattro trimestri l’inflazione mensile svizzera ha registrato un calo costante.

L’Europa sta bene, ma non la Francia

Proprio come i suoi omologhi statunitensi e svizzeri, la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ha iniziato ad allentare la propria politica monetaria, procedendo a tagli dei tassi a partire dal mese di giugno.

Pur mostrandosi meno sicura rispetto a Jordan riguardo al contenimento dell’inflazione, la BCE ha comunque abbassato i tassi tre volte quest’anno, portandoli dal 4,5% al 3,15%, mantenendo al contempo l’inflazione mensile tra il 2,9% (gennaio 2024) e il 2,2% (dicembre 2024).

Un altro tema di quest’anno 2024, che ha avuto un impatto maggiore sull’Europa, e in particolare sulla Francia, è lo scioglimento dell’Assemblea nazionale annunciato il 9 giugno 2024 dal presidente francese Emmanuel Macron

Il presidente ha deciso di sciogliere l’Assemblea nazionale, in parte a seguito del risultato deludente ottenuto dal partito presidenziale alle elezioni europee e dell’ascesa del Rassemblement National.

Le principali conseguenze di questo evento in Francia sono le seguenti: la sospensione dei disegni di legge in corso, l’organizzazione di nuove elezioni legislative e, soprattutto, la nomina di un nuovo primo ministro. A seguito delle dimissioni di Gabriel Attal a settembre, François Bayrou è stato designato per ricoprire tale carica lo scorso 13 dicembre.

Un’altra conseguenza dell’annuncio dello scioglimento dell’Assemblea nazionale è la situazione precaria dei mercati finanziari francesi.
Il CAC, che già da marzo 2024 faticava a registrare risultati positivi, ha visto il proprio indice scendere di quasi l’11,5% nel momento di minimo a seguito di tale annuncio, passando da 7.903 a 7.030 punti.

Conflitti geopolitici ancora molto intensi

Anche il 2024 è stato segnato da vari conflitti geopolitici, in Medio Oriente e dalla guerra tra Russia e Ucraina, che hanno influito notevolmente sulla salute dell’economia mondiale.

Un ritorno inaspettato?

Per concludere questi vari punti, occorre comunque menzionare uno degli eventi più significativi di quest’anno 2024: l’elezione di Donald Trump, il 5 novembre 2024, a presidente degli Stati Uniti per la seconda volta in tre mandati.

Anche se il futuro presidente degli Stati Uniti entrerà in carica solo nel gennaio 2025, nessun mercato ne è rimasto immune. 

Una delle principali promesse del futuro presidente è quella di un rilancio fiscale, sotto forma di riduzioni delle imposte e dei dazi doganali, volto a sostenere la solidità delle imprese locali, il che, in teoria, dovrebbe favorire la crescita del mercato azionario

L’indice americano S&P 500 ha guadagnato quasi il 5,3% nella settimana in cui è stato dato l’annuncio e ha continuato a crescere nel corso dell’anno, superando la soglia dei 6.000 dollari.

Pur non avendo ancora assunto la carica, Donald Trump non ha perso tempo e ha nominato il suo fedele sostenitore, Elon Musk, a capo del «nuovo Dipartimento americano per l’efficienza governativa».

Un mercato in particolare ha approfittato di questo annuncio per registrare una performance superiore alla media, e si tratta del mercato delle criptovalute.

Considerando il forte interesse che il miliardario Elon Musk nutre per questo settore, l’annuncio di Trump di voler conferire un ruolo ufficiale a Musk porterà, quasi certamente, a una legislazione più efficace e a una politica più favorevole allo sviluppo delle criptovalute.

La più famosa delle criptovalute, il bitcoin, ha registrato un rialzo superiore al 60% nel momento di massimo splendore, raggiungendo addirittura la tanto attesa soglia dei 100.000 dollari, dopo l’annuncio di Trump alla presidenza, e anche altre criptovalute ne hanno approfittato per schizzare alle stelle. (+70% per Ethereum, +200% per DogeCoin, senza poter citare tutte le altre, perché mi ci vorrebbero diverse centinaia di ore).

E le valute, in tutto questo?

Dal 1° gennaio 2024, la coppia di valute EUR/CHF ci ha riservato delle (piacevoli?) sorprese. Sono ormai quasi due anni che non si raggiunge la parità, il che è un fatto storico.

Mentre la maggior parte delle previsioni indicava un ritorno al rapporto 1:1, la coppia EUR/CHF si è dimostrata imprevedibile e incapace di soddisfare tali aspettative. Nella migliore delle ipotesi, abbiamo registrato un aumento del +6,92% dal 1° gennaio, raggiungendo un picco a 0,9930 nel 2024. La coppia di valute non ha nemmeno subito un crollo totale, deprezzandosi al massimo dello -0,81% e toccando un minimo storico a 0,9201.

Da un punto di vista tecnico, c’è una zona in particolare che attira la mia attenzione. Si tratta dell’intervallo compreso tra 0,9480 e 0,9580. Nel corso del 2024 questa zona ha svolto un ruolo di supporto e resistenza, essendo stata toccata e respinta per un totale di 5 volte.

Nel corso del 2024, abbiamo assistito, innanzitutto, al lunedì 5 agosto, giorno in cui i mercati finanziari mondiali hanno registrato un forte calo (-3% sull’S&P 500, -12,65% sul Nikkei), che è stato poi soprannominato il «lunedì nero».

In secondo luogo, alcuni mesi dopo, venerdì 22 novembre, abbiamo toccato il minimo storico attuale a 0,9201.

Dall’inizio di ottobre, il mercato EUR/CHF oscilla in un intervallo compreso tra 0,9440 e 0,9270 e non ha ancora deciso se proseguire il trend ribassista o avviare un rimbalzo al rialzo.

Quale futuro ci aspetta nel 2025?

Il 2025 si avvicina e qui di seguito sono riportati alcuni dei tanti temi che potrebbero influenzare in modo significativo il mondo della finanza e, in particolare, il mercato Forex.

Trump

Il ritorno di Trump alla ribalta il 20 gennaio preannuncia ancora una volta un anno che sarà probabilmente ricco di colpi di scena. Tra l’introduzione di dazi doganali, il suo desiderio di riportare gli Stati Uniti sulla «retta via» e le sue dichiarazioni fuori luogo (come quando ha chiesto che il Canada diventasse il 51° Stato americano), il mondo della finanza nel suo complesso (indici di borsa, mercato dei cambi, azioni, obbligazioni, materie prime, criptovalute) sarà messo a dura prova. Prevediamo una forte volatilità.

E in Europa?

In Svizzera

L’inflazione svizzera si sta avvicinando drasticamente allo 0,5%, mentre la BNS continua a cercare di sorprendere il mercato abbassando i tassi di riferimento in misura leggermente superiore alle previsioni. La domanda che tutti si pongono è: torneremo a tassi di interesse negativi nel 2025 per contrastare il franco forte e la bassa inflazione? Una cosa è certa: il nuovo presidente della BNS (Martin Schlegel) non esclude un ritorno ai tassi negativi. Da seguire…

Ecco il tasso di inflazione annuale dell’area dell’euro (verde), degli Stati Uniti (giallo) e della Svizzera (blu). Come potete notare, la Svizzera non è mai stata particolarmente colpita da questo dato, grazie al franco svizzero che ha limitato l’importazione dell’inflazione nel nostro Paese.

In Germania

L’Europa si trova a un bivio importante, con tensioni politiche in Francia e nella principale potenza europea. La Germania, infatti, ha attraversato due anni di recessione, con un mercato automobilistico in difficoltà. La Volkswagen intende chiudere alcuni stabilimenti in Germania. Ciò dimostra quanto stia soffrendo uno dei settori chiave dell’economia tedesca. A ciò si aggiungono le elezioni anticipate che si terranno a febbraio. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha perso nel dicembre 2024 un voto di fiducia al Bundestag. L’oppositore di centro-destra ha buone possibilità di essere eletto in un periodo che egli stesso definisce: una delle più grandi crisi economiche della storia del dopoguerra…

https://fr.euronews.com/2024/12/16/allemagne-scholz-perd-le-vote-de-confiance-des-elections-anticipees-prevues-en-fevrier

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