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4 consigli fondamentali per ottimizzare il capitale circolante della tua azienda

Il capitale circolante, variabile fondamentale che rappresenta lo sfasamento tra i pagamenti in uscita e quelli in entrata, può essere ottimizzato in diversi modi.

Il fabbisogno di capitale circolante è senza dubbio uno degli elementi chiave per una buona gestione aziendale. E a ragione: mentre alcuni incassi (crediti verso clienti, vendite di magazzino…) non sono ancora stati realizzati, alcune uscite (pagamenti a dipendenti, fornitori…) devono essere comunque sostenute! 

Questa situazione inevitabile crea uno squilibrio: il fabbisogno di capitale circolante (FCC). Quando quest’ultimo aumenta, l’azienda può trovarsi a corto di liquidità e la sua stabilità finanziaria può quindi essere messa a rischio.
Ecco i nostri 4 consigli fondamentali per ridurre il vostro fabbisogno di capitale circolante.

#1 Ottimizza la gestione dei crediti verso i clienti

La maggior parte dei fallimenti delle imprese è direttamente imputabile ai crediti insoluti dei clienti. Infatti, quando i crediti verso i clienti si accumulano, il fabbisogno di capitale circolante della vostra impresa aumenta, poiché la vostra liquidità risente inevitabilmente degli importi dovuti dai vostri clienti.

In effetti, l’ottimizzazione dei crediti verso i clienti è assolutamente fondamentale, non solo per ridurre il capitale circolante dell’azienda, ma anche per garantirne la sostenibilità complessiva. Tale ottimizzazione consiste nel ridurre il più possibile l’intervallo di tempo tra la data dell’ordine e quella dell’accredito in conto.

A tal fine, è possibile adottare diverse pratiche, tra cui:

  • verificare sistematicamente la solvibilità dei clienti e trattare solo con quelli più affidabili;
  • stabilire condizioni generali di vendita chiare per quanto riguarda i termini di pagamento (ed eventualmente imporre termini più brevi per i nuovi clienti);
  • richiedere sistematicamente un acconto al momento dell’accettazione degli ordini per finanziare i debiti verso i fornitori;
  • ottimizzare il monitoraggio dei crediti verso i clienti tramite un sistema di sollecito;
  • ricorrere, se necessario, a contratti di factoring che consentano di cedere i crediti verso i clienti in cambio di una quota della corrispondente liquidità, incassabile immediatamente;
  • offrire sconti sugli effetti commerciali o sui crediti per incentivare i clienti a pagare immediatamente e ottenere così uno sconto.

Attenzione: gli sconti e i contratti di factoring consentono certamente di ridurre il capitale circolante, ma limitano anche la redditività della vostra azienda.

#2 Ottimizzate la gestione dei fornitori

Spesso trascurata dalle aziende, l’ottimizzazione della gestione dei fornitori può tuttavia ridurre notevolmente il fabbisogno di capitale circolante. 

Infatti, finché rimangono sul vostro conto, gli importi dovuti dalla vostra azienda ai fornitori riducono il vostro fabbisogno di liquidità. Di conseguenza, mentre molte aziende si concentrano esclusivamente sul fattore prezzo, termini di pagamento vantaggiosi possono migliorare in modo significativo la vostra liquidità.

Per quanto riguarda i debiti verso fornitori, l’ottimizzazione del capitale circolante consiste quindi nel prolungare il più possibile l’intervallo di tempo tra la data di consegna e quella di pagamento delle fatture emesse dai vostri fornitori. Naturalmente, questi termini di pagamento devono essere ottenuti mantenendo al contempo un buon rapporto con i vostri vari partner!

Per raggiungere questo obiettivo, alcune iniziative possono esservi d’aiuto, in particolare:

  • negoziare termini di pagamento più lunghi con i fornitori (e rifiutare, per quanto possibile, qualsiasi pagamento anticipato);
  • scegliere con cura i propri fornitori, privilegiando quelli con i tempi di consegna più brevi;
  • ottimizzare i tempi di effettuazione degli ordini, in modo da non ricevere le fatture dei fornitori troppo presto o in un lasso di tempo troppo ravvicinato;
  • evitare di anticipare i pagamenti ai propri fornitori per ottenere sconti.

#3 Ottimizza la gestione delle scorte

La gestione delle scorte della vostra azienda ha un impatto diretto sul suo fabbisogno di capitale circolante. Distribuzione, approvvigionamento, previsioni, gestione dei resi… Se tutte queste fasi legate all’attività della vostra azienda non vengono gestite correttamente, le vostre scorte possono far lievitare rapidamente il vostro fabbisogno di capitale circolante.

Infatti, più le scorte (materie prime, prodotti semilavorati, prodotti finiti…) aumentano, più cresce anche il fabbisogno di capitale circolante della vostra azienda. Di fatto, le scorte “inattive” sono le peggiori nemiche del vostro fabbisogno di capitale circolante; è quindi preferibile lavorare il più possibile secondo il principio del just-in-time per ridurle al minimo.

Per ridurre le scorte e ottimizzare così il capitale circolante, un’azienda può adottare diverse misure, tra cui:

  • effettuare inventari a cadenza regolare per evitare, per quanto possibile, un eccesso di scorte;
  • ridurre i tempi di approvvigionamento dai fornitori;
  • accelerare il processo di consegna presso i clienti al fine di ottimizzare la rotazione delle scorte;
  • ottimizzare la gestione delle scorte (evitando prodotti obsoleti, eccedenze e scorte “inattive”) grazie all’automazione di alcune attività e all’utilizzo di dashboard adeguati;
  • ridurre il più possibile i tempi di produzione per diminuire le scorte in lavorazione. 
  • organizzare, se necessario, operazioni commerciali straordinarie per smaltire le scorte invendute (ridurre temporaneamente il margine è generalmente meno dannoso che aumentare eccessivamente il capitale circolante).

#4 Ottimizza la gestione dei tuoi debiti

In linea generale, aumentare e posticipare i debiti della propria azienda, siano essi di natura previdenziale, fiscale o di altro tipo, consente di ridurre il fabbisogno di capitale circolante. È quindi consigliabile stilare un elenco di tutti i debiti dell’azienda per individuare quelli il cui pagamento può essere posticipato senza comprometterne la sostenibilità.

Per quanto riguarda l’imposta sul valore aggiunto (IVA), avete a disposizione due opzioni per ottimizzare il vostro capitale circolante:

  • se siete soggetti passivi, optate per il versamento trimestrale dell’IVA;
  • Se siete creditori, optate per un recupero mensile del credito IVA.

Per quanto riguarda gli oneri sociali, è preferibile optare per il pagamento trimestrale piuttosto che per quello mensile, nella misura del possibile e sempre al fine di ridurre il capitale circolante. 

Attenzione: non è possibile posticipare il pagamento di alcuni debiti della vostra azienda, in particolare per motivi di legge. È il caso degli stipendi o dei debiti fiscali, il cui ritardo nel pagamento potrebbe comportare sanzioni pecuniarie!

Crediti verso clienti e debiti verso fornitori, gestione delle scorte e dei debiti… Sono molte le leve da attivare per ottimizzare il fabbisogno di capitale circolante della vostra azienda. Tenete quindi sempre sotto controllo questa variabile contabile fondamentale che, se gestita in modo adeguato, garantirà una solida liquidità e la continuità dell’attività.

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