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Contratto a termine: proteggere l'azienda dal rischio di cambio

Il mercato valutario (Forex) è noto per essere uno dei mercati più volatili. Di fronte a questa forte incertezza per le imprese, esistono soluzioni per attenuare, o addirittura eliminare completamente, il rischio di cambio nelle vostre transazioni. È il caso, in particolare, dei contratti a termine.

Che cos’è un contratto a termine?

Contratto a termine: definizione

Per definizione, un contratto a termine è uno strumento finanziario attraverso il quale due parti si impegnano a effettuare una transazione in una data futura secondo condizioni prestabilite.

Questo prodotto finanziario è comunemente utilizzato dalle imprese per bloccare qualsiasi variazione del tasso di cambio successiva alla data di sottoscrizione di tale impegno vincolante.

A quel punto, il pagamento è confermato e protetto da eventuali fluttuazioni del mercato dei cambi, garantendo in particolare la sicurezza dei contratti denominati in valuta estera e dei relativi margini. Il contratto a termine consente quindi di effettuare un’operazione di cambio in una data prestabilita, secondo un tasso di cambio definito al momento della conferma dell’operazione.

Contratto a termine: a chi è rivolto?

Poiché il contratto a termine consente principalmente di coprire le operazioni in valuta estera, le imprese importatrici ed esportatrici sono tra i principali soggetti che ricorrono con particolare frequenza a questa soluzione.

Mentre alcune di queste società preferiscono convertire le proprie valute al contante per onorare le transazioni, assumendosi il tasso di cambio corrente immediatamente o al momento del regolamento, il contratto a termine funge da assicurazione nell’ambito di una strategia di copertura e offre alle parti l’opportunità di fissare un tasso di cambio (pari al tasso di cambio a pronti al momento dell’operazione, maggiorato di un margine e dei punti SWAP).

Buono a sapersi: in determinate situazioni determinate dal differenziale dei tassi di interesse tra diverse aree economiche, il ricorso a un contratto a termine consente di trarre vantaggio dalla differenza tra il tasso spot (tasso di cambio a pronti) e il tasso forward (tasso di cambio a termine), e quindi di beneficiare di condizioni di cambio più vantaggiose!

Per decidere se sia opportuno optare per un contratto a termine, occorre tenere conto di alcuni criteri:

  • il termine di pagamento dell’ordine e la scadenza del contratto;
  • il livello di esposizione dei margini dell’azienda;
  • il volume delle transazioni in questione;
  • i tassi di interesse della coppia di valute in questione (a seconda del paese di importazione o di esportazione);
  • il livello di volatilità della coppia di valute in questione.

In ogni caso, che si tratti o meno di un contratto a termine, per un’azienda che effettua regolarmente pagamenti transfrontalieri è preferibile adottare una strategia di copertura del rischio di cambio. In caso contrario, l’impatto del tasso di cambio potrebbe compromettere la solidità economica dell’azienda nel lungo periodo.

Da notare: proprio come le grandi imprese, anche le PMI e le imprese di medie dimensioni possono tranquillamente ricorrere a un contratto a termine per le loro operazioni in valuta estera.

Contratto a termine: quali vantaggi?

A fronte dell’immobilizzazione di una piccola parte della liquidità aziendale, il contratto a termine offre vantaggi concreti nell’ambito di un’operazione multivaluta.

Si apprezzerà, ad esempio:

  • il fatto di non dover immobilizzare la propria liquidità fino alla data di pagamento (come avverrebbe nel caso di una conversione a pronti), ma solo le garanzie eventualmente richieste dall’intermediario finanziario nell’ambito del contratto a termine;
  • la possibilità di beneficiare di condizioni di tasso vantaggiose a seconda dell’area monetaria interessata dall’operazione (con un tasso a termine migliore del tasso a pronti quando il differenziale di tasso d’interesse tra due aree è favorevole);
  • la protezione contro eventuali fluttuazioni sfavorevoli del tasso di cambio;
  • la salvaguardia dei margini commerciali.

Tuttavia, le clausole di durata sopra menzionate possono rivelarsi sfavorevoli anche per l’azienda firmataria; spetta quindi a voi valutare con buon senso se l’utilizzo di un contratto a tempo determinato sia o meno vantaggioso per voi.

I diversi tipi di contratti a termine

Contratto a termine fisso

Il contratto a termine fisso è la forma più comune e più semplice da comprendere di contratto a termine. Si basa generalmente sulla conferma di un’operazione, al fine di fissare il tasso di cambio per un regolamento in una data successiva.

Questo tipo di contratto a termine comporta un impegno vincolante tra la società e l’istituto bancario e fissa i tassi, eliminando al contempo qualsiasi rischio di cambio.

Contratto a termine flessibile

Il contratto a termine flessibile (o Flexiterme) è particolarmente indicato per le aziende che non conoscono in anticipo la data di scadenza dell’operazione.

Sebbene questa forma di contratto a termine fisse un tasso di cambio per un determinato importo, proprio come un contratto a termine, la società ha anche la possibilità di cambiare tutto o parte di tale importo in qualsiasi momento durante il periodo prestabilito, prima della scadenza del contratto.

Contratto a termine dinamico

Un’ultima forma di contratto a termine è quella del contratto a termine dinamico. Questo si articola a sua volta in diverse opzioni, ma consente sempre all’azienda non solo di proteggersi da eventuali andamenti sfavorevoli dei prezzi, ma anche di trarre vantaggio, in una certa misura, dalle fluttuazioni favorevoli.

I principali tipi di contratti a termine dinamici sono:

  • il contratto a termine dinamico a partecipazione totale, in cui l’azienda può trarre pieno vantaggio da un’eventuale evoluzione positiva dei corsi, ma solo alla scadenza del contratto (con pagamento delle spese di sottoscrizione);
  • il contratto a termine dinamico con partecipazione parziale, in cui l’azienda può trarre vantaggio in parte da un’eventuale evoluzione positiva dei corsi, ma solo alla scadenza del contratto (senza costi di sottoscrizione)

Fisse, flessibili o dinamiche: le opzioni sui contratti a termine sono numerose e possono adattarsi a qualsiasi situazione aziendale, ma è comunque necessario essere in grado di definire in anticipo una strategia di copertura del rischio di cambio degna di questo nome.

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