Come effettuare la rettifica delle ritenute alla fonte
- Che cos'è l'imposta alla fonte?
- Come funziona la ritenuta alla fonte?
- Chi è soggetto alla ritenuta alla fonte?
- Perché è possibile ottenere il rimborso dell'imposta alla fonte?
- Perché esistono diverse aliquote di ritenuta alla fonte?
- La rettifica può andare a sfavore del contribuente che ne fa richiesta?
- Quali sono le possibilità di ottenere il rimborso dell'imposta alla fonte?
- Come si richiede una rettifica dell'imposta alla fonte?
Il sistema fiscale di un paese è raramente semplice (a meno che non ne esista uno!), e la Svizzera non fa eccezione. Ciò vale ancora di più per il Cantone di Ginevra, dove molti contribuenti stranieri sono soggetti all’imposta alla fonte, un regime fiscale a loro specificamente dedicato.
- Che cos'è l'imposta alla fonte?
- Come funziona la ritenuta alla fonte?
- Chi è soggetto alla ritenuta alla fonte?
- Perché è possibile ottenere il rimborso dell'imposta alla fonte?
- Perché esistono diverse aliquote di ritenuta alla fonte?
- La rettifica può andare a sfavore del contribuente che ne fa richiesta?
- Quali sono le possibilità di ottenere il rimborso dell'imposta alla fonte?
- Come si richiede una rettifica dell'imposta alla fonte?
Per molti, la ritenuta alla fonte è solo una voce sulla busta paga, ma ciò che molti non sanno è che, richiedendo una rettifica della ritenuta alla fonte, è possibile recuperare una parte delle imposte pagate l’anno precedente. In questo articolo vi forniamo alcune spiegazioni e vi mostriamo come fare.
Che cos’è l’imposta alla fonte?
In Svizzera, molti stranieri sono soggetti a un regime fiscale specifico comunemente denominato «imposta alla fonte». Questo regime fiscale comprende in realtà due aspetti distinti: il prelievo dell’imposta alla fonte (l’imposta sul reddito viene prelevata dal datore di lavoro direttamente dallo stipendio ogni mese e versata all’amministrazione fiscale cantonale) e le tabelle dell’imposta alla fonte, che si adattano a seconda delle situazioni familiari e dei periodi d’imposizione (tabelle di prelievo (aggiustate) e tabella di rettifica).
È importante sottolineare che queste aliquote di ritenuta alla fonte differiscono dall’aliquota standard applicata ai residenti in Svizzera, poiché le prime prevedono detrazioni forfettarie applicabili a tutti, a differenza dei residenti in Svizzera che beneficiano di detrazioni effettive.
Come funziona la ritenuta alla fonte?
Nelle diverse tabelle dell’imposta alla fonte, a ogni reddito corrisponde un’aliquota fiscale.
Ogni aliquota fiscale si applica al reddito lordo del contribuente. Sulla base delle informazioni fornite dal dipendente al proprio datore di lavoro all’inizio dell’anno, l’ufficio risorse umane, l’ufficio paghe o la società di servizi fiscali procederà al calcolo dell’imposta alla fonte che verrà trattenuta mensilmente dallo stipendio. Tale calcolo verrà effettuato sulla base della cosiddetta tabella di ritenuta.

Schermata del documento che un dipendente del Cantone di Ginevra deve consegnare al proprio datore di lavoro all’inizio dell’anno per il calcolo dell’imposta alla fonte
Chi è soggetto alla ritenuta alla fonte?
Le persone soggette all’imposta alla fonte sono:
- I residenti stranieri in Svizzera che non possiedono un immobile a Ginevra e che non sono soggetti all’imposta sul patrimonio nel Cantone, nonché
- titolari di un permesso B (permesso di soggiorno)
- titolari di un permesso B per rifugiati (permesso di soggiorno per i rifugiati riconosciuti che hanno ottenuto l’asilo in Svizzera)
- titolari di un permesso L (permesso di soggiorno di breve durata)
- titolari di un permesso F (stranieri ammessi provvisoriamente, come i rifugiati ammessi a titolo provvisorio)
- titolari di un permesso N (richiedenti l’asilo)
- titolari di un permesso Ci (familiari del personale delle missioni permanenti e delle organizzazioni internazionali).
- I lavoratori frontalieri
- non svizzeri del Cantone di Ginevra titolari di un permesso G
- di nazionalità svizzera
Perché è possibile ottenere il rimborso dell’imposta alla fonte?
Il datore di lavoro trattiene ogni mese, a titolo anticipato e a titolo dei redditi dell’anno in corso, un importo a titolo di imposta sullo stipendio del dipendente, senza conoscere diversi parametri che saranno noti alla fine dell’anno, quali:
- lo stipendio esatto percepito dal dipendente nel corso dell’anno. Se, ad esempio, una collaboratrice lavora in Svizzera e suo marito lavora in Francia, a questa situazione si applica una tabella specifica (la tabella fiscale C), tenendo conto di un reddito teorico del coniuge che lavora al di fuori del Cantone di Ginevra pari a CHF 65’100. È certo in questo caso che i redditi effettivamente percepiti dal coniuge nell’anno in corso saranno diversi dal reddito teorico della tabella, il che implica che l’imposta prelevata ogni mese è diversa dall’imposta effettivamente dovuta.
- Gli importi versati da un collaboratore nell’ambito di un versamento al 3° pilastro. Tali somme vengono detratte dagli stipendi percepiti e riducono quindi di conseguenza l’importo delle imposte versate.
Considerando le modalità di riscossione di questa imposta, si capisce subito perché il suo importo non sia in genere corretto e perché nella maggior parte dei casi sia opportuno presentare una richiesta di rettifica.
Perché esistono diverse aliquote di ritenuta alla fonte?
Le diverse amministrazioni fiscali cantonali hanno quindi introdotto tabelle diverse per poter tenere conto delle specificità dei contribuenti stranieri soggetti all’imposta alla fonte.
Per quanto riguarda l’imposta alla fonte, si distinguono in particolare:
- la tabella di imposta (e quella adeguata) su cui il datore di lavoro si basa per calcolare l’importo della ritenuta alla fonte del contribuente
- la tabella di rettifica utilizzata dalle autorità fiscali cantonali.
La rettifica può andare a sfavore del contribuente che ne fa richiesta?
Sì. Supponiamo, ad esempio, che il coniuge del contribuente soggetto all’imposta alla fonte nel Cantone di Ginevra percepisca in realtà più di CHF 65’100.-
In questo caso, l’importo dell’imposta alla fonte trattenuto in base alla tabella C di riscossione (l’importo trattenuto mensilmente dal datore di lavoro) è inferiore a quanto il contribuente dovrebbe effettivamente pagare in base alla sua situazione.

Romain Clapier spiega sul suo blog come recuperare una parte dell’imposta alla fonte e precisa: «Nel caso in cui uno dei coniugi percepisca redditi al di fuori del Cantone di Ginevra superiori all’importo teorico fissato dal Cantone (65’100.- CHF), è indispensabile richiedere un adeguamento al rialzo della tabella C nel corso dell’anno per evitare di dover pagare un consistente supplemento d’imposta nel corso dell’anno successivo al prelievo dell’imposta alla fonte da parte del datore di lavoro. Nel caso opposto (il coniuge percepisce meno di questi CHF 65’100.-), è possibile richiedere lo stesso adeguamento, il che consentirà di ridurre l’importo mensile dell’imposta alla fonte prelevata.”
Romain Clapier, commercialista e fondatore di Allo Déclaration
Quali sono le possibilità di ottenere il rimborso dell’imposta alla fonte?
Se un contribuente soddisfa tutti i criteri elencati di seguito, è molto probabile che NON gli venga restituita l’imposta alla fonte:
- Per i single
- senza figli
- assunte con contratto a tempo indeterminato a tempo pieno
- senza 3° pilastro
- nessun riscatto del 2° pilastro
- nessuna spesa per la formazione
- nessun lavoro effettuato su un immobile
- nessuna CMU superiore a 10’000 euro/anno
- nessun assegno alimentare versato
- nessuna spesa per doppia residenza
- un’aliquota fiscale calcolata correttamente dal datore di lavoro.
- Per le persone sposate
- senza figli
- con coniuge non occupato
- assunti con contratto a tempo indeterminato a tempo pieno
- nessun 3° pilastro
- nessun riscatto del 2° pilastro
- nessun intervento edilizio effettuato su un immobile
- nessuna CMU superiore a 10’000 euro/anno
- nessun assegno di mantenimento versato
- nessuna spesa per doppia residenza
- un’aliquota fiscale calcolata correttamente dal datore di lavoro
Se vi riconoscete in questa descrizione, per essere certi che la rettifica non sia vantaggiosa, dovete inoltre assicurarvi che il vostro datore di lavoro abbia prelevato correttamente l’imposta alla fonte. È infatti frequente che le aziende commettano errori, sia perché il dipendente non ha fornito le informazioni corrette al datore di lavoro, sia perché si tratta semplicemente di un errore.
Come si richiede una rettifica dell’imposta alla fonte?
Considerato il numero di parametri che entrano nel calcolo e la situazione specifica di ciascuno, nella pratica è molto raro che un contribuente soggetto a ritenuta alla fonte non possa beneficiare di una rettifica della ritenuta alla fonte e, di conseguenza, di un rimborso.
Poiché, del resto, sono molti i fattori da considerare (la dichiarazione dei redditi in Francia del coniuge, la dichiarazione in Svizzera e la dichiarazione dei redditi alla CMU per chi è iscritto), in questo caso consigliamo di rivolgersi a un commercialista specializzato per determinare con esattezza la propria situazione. Il costo di questo tipo di servizio varia in media da CHF 100.- a CHF 250.-.
Se ritenete che sia necessaria una rettifica e desiderate comunque provvedervi autonomamente, potete presentare una richiesta all’Amministrazione fiscale cantonale. Al seguente link troverete il modulo da scaricare e compilare, nonché l’indirizzo a cui inviare la vostra richiesta.
Una volta ricevuta la richiesta, l’AFC le invierà una conferma di ricezione e, in base alla sua richiesta, provvederà a ricalcolare l’importo dell’imposta.
Attenzione: è importante rispettare le scadenze, ovvero il 31 marzo dell’anno in corso per l’anno precedente. Una volta superata tale scadenza, non è più possibile apportare rettifiche.
Importante: il presente articolo non deve in alcun caso essere considerato come una consulenza fiscale.


